NONNA CARMELINA MORTA A CENT’ANNI

Immagine

Mia nonna è morta a cento anni, si è lasciata morire pochi giorni dopo il suo compleanno. Se n´è andata così in silenzio nel dormiveglia, quasi a dire ’’beh il tempo è scaduto, non ho più voglia di restare, sono felice, mi basta’’.
In vita ha fatto impazzire tutti, ma proprio tutti quelli che le giravano intorno. Ha comandato sempre, sino alla fine dei suoi giorni.
Ha perso il marito che era giovanissimo e allora aveva deciso di morire, non le importava dei figli, della vita, il suo mondo era finito, che si arrangiassero.
Si era messa a letto, che cosa poteva fare in fondo. Quattro figli da
mantenere, no, non ce l´avrebbe mai fatta!
Le sorelle a furia di ’’e ai tuoi figli non ci pensi!’’ ’’Dio ti punirà’’ la
costrinsero ad alzarsi da quel letto e tornare a lavorare.

Aveva un lavoro più che dignitoso per quei tempi. Bidella nell’unica scuola elementare di quel paese. Dico parliamo degli anni ‘30 circa.

Ha superato due guerre Carmelina, io so della seconda.
Si nascondeva sotto il letto quando iniziavano i bombardamenti e non c’era il tempo di andare al rifugio. I figli a dirle ’’andate sotto il letto (solo il voi allora – poca confidenza – prego) e a noi non pensate?’’
Nonna non lo faceva apposta, era più forte di lei, la paura se la
mangiava viva.

Andava a letto presto la sera e ancora più presto si levava la mattina.
Quante albe l’hanno vista china, a cucire sacchi da vendere al mercato nel paese vicino. Poi a svegliare le figlie, che era ora, sempre dietro a dormire …
E pensare che spesso erano solo le quattro del mattino.
Queste figlie nonostante tutto amavano la loro madre, despota, ma vera, pretendeva ma si dava con forza.
Carmelina aveva anche un figlio e con lui l´atteggiamento cambiava.
Era dolce, si faceva in quattro e lo assecondava in tutto. Cercava persino latte d´asina per allattarlo perché il suo seno non ne produceva abbastanza.
Chissà forse il bisogno di riscattarsi in qualche modo, il marito perso troppo presto!

Delle tre figlie due sono riuscite a sposarsi, anche se con gran fatica. ’’ Questo non va bene per te’’ ’’Quello è un lazzarone’’ ’’Questo è troppo giovane e quello e troppo vecchio’’ ’’Non vorrai prenderti uno stupido!’’ Anche per il figlio aveva avuto da ridere. ’’Ti sposi una bagassa’’ ’’ti ha stregato, a voi uomini basta farvi sentire l´odore…’’

Lina invece, non si è sposata (solo più tardi, molto più tardi, ma questa è un´altra storia).
Nessun uomo andava bene per lei, nonna la voleva in casa con lei e lei zitta, nonostante non fosse così docile non si ribellò mai (o quasi) e con nonna è rimasta sino alla fine dei suoi giorni.

Quando andavamo in vacanza da lei erano grandi feste. Noi eravamo i nipoti che arrivavano dal Continente e che non vedeva da tanto. Le feste però terminavano dopo due giorni, poi eravamo uguali a tutti gli altri. La gazzosa era la sua bibita preferita e a berla solo lei e noi per due giorni, poi acqua di fonte. Per mia madre invece sino alla fine della vacanza.

Me la ricordo senza denti. Riusciva però a mangiare di tutto. Le piacevano molto i dolci, la frutta di stagione, tutte le primizie, la carne e il pesce e tutti ad accontentarla.
A tavola portava sempre con se la pattada (un coltello a serramanico) col quale tagliava il cibo in piccoli pezzetti e masticava poi con le gengive.

Quando rideva, tutti a preoccuparsi, perché lei rideva di gusto e quando iniziava, sembrava non riuscire più a fermarsi. Tra le persone che la facevano ridere c´ero anche io, non so mi trovava molto buffa, forse.

Adorava alimentare il fuoco del camino. Con lei vicino, il fuoco era sempre vivo. Prendeva un tubo di ferro e ci soffiava dentro con forza. Poi guardava incantata lo scoppiettare delle fiamme. Era capace di passare ore e ore davanti al fuoco, ma aveva bisogno di qualcuno seduto vicino a lei.
Lei preferiva zio Luigi (il genero) e lo obbligava a stare lì. Anche in
silenzio.
Non è mai stata da sola se non per poche ore, sempre gente intorno, figli, nipoti, parenti stretti e alla lontana, vicini di casa e gente per caso. Tutti a trovare Carmelina.

Poi tutti a decidere che per il compimento dei cento anni si doveva fare festa grande. E così fu. E tutto il paese invitato e c´erano anche la figlia dal Continente e i suo figli.
Banda, messa, celebrazione in Municipio.
Nonna quel giorno era più piccola del solito, il suo foulard nero, la sua vestaglia nera (quel lutto per sempre), gli occhi vispi, attenti. Forse troppe emozioni quel giorno, tutto troppo. In fondo cosa aveva fatto?
Credo di aver capito perché è vissuta così tanto. Sicuramente era fatta di una stoffa indistruttibile, molte cose col tempo, aveva imparato a farsele scivolare da dosso,  una presa d’atto che la vita, spesso, va come deve andare ed è inutile farle la guerra.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...